Montecassino (Lazio)
La grande abbazia benedettina
Visibile e riconoscibile da chilometri di distanza per la sua imponenza, sorge isolato, sulla cima del monte, questo grande complesso monastico benedettino. Distrutto dai bombardamenti alleati del 1944, fu ricostruito dopo la guerra “dove era e come era”.
INDICE
MONTECASSINO IN CAMPER
Dove pernottare o parcheggiare
Noi non abbiamo pernottato nei pressi di Cassino. La notte precedente alla nostra visita al monastero abbiamo dormito a Praia a Mare e la notte successiva ad Anagni. Per visitare il monastero abbiamo lasciato il camper nel parcheggio a pagamento nei pressi dell’entrata (coordinate 41°29’20.1″N 13°48’47.4″E). Una parte del parcheggio è dedicata alle autovetture, una parte ai pullman e ai camper.
Come arrivare
Il monastero è posizionato sulla vetta di un monte a 516 metri di altezza. Per raggiungerlo è necessario percorrere una strada di 9 chilometri in salita, con alcuni tornanti e dei tratti più ad una corsia e mezzo, che a due corsie. Comunque fattibile, con un po’ di attenzione, soprattutto ai pullman provenienti in direzione opposta.
Come muoversi
Una volta parcheggiato il camper, l’ingresso del monastero è raggiungibile a piedi percorrendo poche decine di metri.
Ingresso
Dal 1 aprile al 31 ottobre, il monastero è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30. L’ingresso è gratuito.
Per informazioni aggiornate sugli orari si può consultare il sito ufficiale https://abbaziamontecassino.it/ .
Un po’ di storia
Fondato da San Benedetto da Norcia intorno all’anno 529 d.C., il monastero fu eretto su una preesistente fortificazione romana. Distrutto dai Longobardi nel 577, fu ricostruito agli inizi del VIII secolo. Nel 883 fu nuovamente distrutto, questa volta dai Saraceni. Ricostruito, fu per tutto il medioevo un importante centro religioso e culturale.
Nel 1349 subì un’ulteriore distruzione, questa volta a causa di un terremoto. Ricostruito, abbellito e ampliato durò così fino a quando fu bombardato nel 1944 dagli alleati che lo distrussero per l’ennesima volta. Nel dopoguerra fu ricostruito secondo la regola “dove era, come era”.
Cosa abbiamo visto e fatto
Entrati nel monastero abbiamo visitato un primo chiostro quadrato con al centro il gruppo bronzeo ideato dallo scultore A. Selva nel 1952. Siamo poi passati al chiostro centrale, detto chiostro del Bramante, molto scenografico, con al centro la cisterna ottagonale. Ai lati una leggera trabeazione simmetrica, sostenuta da colonne corinzie, sul fondo, c’è la scalinata che porta al loggiato della chiesa. Chiude il chiostro, sul lato opposto alla scalinata, una balconata dalla quale si gode uno splendido panorama sul cimitero militare dei polacchi. Ai piedi della scalinata la statua di San Benedetto, realizzata nel 1735 da P. Campi, e una copia della statua di Santa Scolastica, a sostituzione dell’originale, sempre di P.Campi, andata distrutta nel bombardamento del 1944. Salendo la scalinata si accede all’antiportico del chiostro superiore e si entra nel chiostro, forse attribuibile a Antonio da Sangallo il Giovane, denominato chiostro dei Benefattori. Da qui si entra in chiesa. L’interno, settecentesco è ricco di marmi policromi e stucchi. L’altare maggiore raccoglie le spoglie di San Benedetto e della sorella Santa Scolastica. Nei due transetti si trovano i monumenti funebri di Piero de’ Medici e di Guido Fieramosca. Notevole anche la sacrestia. Dalla chiesa si scende nella cripta realizzata intorno al 1544, decorata con mosaici e marmi realizzati agli inizi del ‘900 dai monaci della scuola d’arte benedettina del monastero di Beuron in Germania. Uscito dalla chiesa ci siamo diretti nel chiostro opposto al chiostro d’ingresso, rispetto a quello centrale, per accedere al museo che presenta alcune collezioni molto interessanti di dipinti, manoscritti e oggetti sacri.
Non siamo andati a rendere omaggio ai caduti sepolti nel cimitero militare polacco. Ci siamo limitati alla vista dalla balconata del chiostro del Bramante.
Di seguito alcune immagini della struttura esterna del monastero, della chiesa e della cripta, delle collezioni del museo, del cimitero militare polacco, visto dalla balconata del chiostro del Bramante.
Gli esterni del monastero
La chiesa e la cripta
Il museo
Il cimitero militare polacco
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