Santa Maria di Cerrate. L’abbazia (Puglia)
Sottotitolo
Solitaria nella vasta campagna a nord di Lecce, che dista 18 chilometri circa, sorge l’abbazia di Santa Maria di Cerrate (coordinate: 40°27’31.6″N 18°06’56.2″E), un mirabile esempio di stile romanico pugliese. Oggi l’abbazia è gestita dal FAI, che ne ha curato anche gli ultimi restauri. Se si sta viaggiando tra Brindisi e Lecce, merita sent’altro una visita.
ABBAZIA DI SANTA MARIA DI CERRATE IN CAMPER
Dove pernottare o parcheggiare
Noi abbiamo visitato l’abbazia transitando da Lecce verso Castellana Grotte. Abbiamo parcheggiato il camper nell’ampio parcheggio adiacente al complesso abbaziale (coordinate: 40°27’32.1″N 18°06’53.8″E). Non vi abbiamo pernottato.
Come arrivare
Le indicazioni di Google Maps per arrivare all’abbazia di Santa Maria di Cerate sono corrette.
Un po’ di storia
La fondazione dell’abbazia risale molto probabilmente al XII secolo, quando Boemondo d’Altavilla la fece costruire per offrirla ad una comunità di monaci greci seguaci della regola di San Basilio Magno. Nel corso dei secoli successivi furono aggiunti altri edifici intorno alla chiesa. Nel 1711 l’abbazia fu saccheggiata dai Turchi e finì in uno stato di completo degrado ed abbandono. Negli anni 60 del secolo scorso la Provincia di Lecce organizzò un primo restauro del complesso. Dal 2012 il complesso è stato affidato al FAI, che ne ha curato gli ultimi restauri e l’apertura al pubblico.
Ingresso
L’accesso all’abbazia è a pagamento. Per un aggiornamento sul prezzo del biglietto di ingresso e sugli orari di apertura si può consultare la sezione del sito del FAI dedicata all’abbazia: https://fondoambiente.it/luoghi/abbazia-di-santa-maria-di-cerrate/visita.
Il complesso abbaziale e gli edifici che lo circondano
La chiesa presenta un’impianto basilicale a tre navate con absidi, senza cupola, transetto e campanile. Il portale d’ingresso del XII secolo, in carparo e pietra leccese, si presenta riccamente decorato con motivi stilizzati, tipici dello stile bizantino. Nell’archivolto del protiro sono presenti figure a rilievo, tipiche dello stile romanico, che rappresentano scene dal Nuovo testamento. Ai lati del portale sono presenti due colonne sormontate da figure di animali. Sul lato sinistro della chiesa si sviluppa un bel porticato, aggiunto in epoca successiva, sostenuto da 24 colonne con capitelli variamente scolpiti per rappresentare animali fantastici, figure umane e motivi floreali.
All’interno si può ammirare ciò che resta del notevole ciclo di affreschi che decorava la chiesa. Lo stile è tipicamente bizantino, molto diffuso in Puglia tra il XII e il XIII secolo. L’altare maggiore dedicato a Santa Irene e l’altare laterale dedicato a Sant’Oronzo sono del XVII secolo, mentre il ciborio sopra l’altare maggiore è del XIII secolo. Un terzo altare, realizzato nel XVII secolo, è stato riportato allo splendore originale dopo un lungo restauro. È l’altare dedicato alla Vergine, addossato ad una colonna della navata di sinistra della chiesa.
All’esterno della chiesa, ci sono vari edifici. A sud si sviluppa l’Officina, un edificio del XIX secolo, adibito a frantoio e casa del massaro. All’interno sono ospitati i grandi affreschi strappati dalla chiesa negli anni settanta del secolo scorso. Inoltre sono visibili le grandi macine ottocentesche.
Sotto l’officina si trova un grande frantoio ipogeo.
Nell’edificio a nord della chiesa, oltre alla biglietteria e al negozio del FAI, è presente un mulino per cereali al cui interno fà bella mostra un’antica e rara macchina molitoria, con macine rotatorie azionate dalla forza animale.
Di seguito alcune immagini del complesso abbaziale e degli edifici che lo circondano.
L’abbazia di Santa Maria di Cerrate dal satellite (immagine Google Earth)
Il complesso religioso (ripreso dalla brochure del FAI)
Gli esterni ed il portico
Gli interni della chiesa
Il frantoio ipogeo
Gli affreschi strappati
L’officina
Il mulino
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